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Rogo nell’azienda di riciclo a Sant’Olcese, indagano i carabinieri del Noe, delegati dalla Procura

Non si sono raccolte evidenze di un corto circuito e si indaga, quindi, su una possibile dolosa dell’incendio. Intanto il sindaco Sara Dante rende pubbliche le analisi di Arpal: «Tutti i valori degli inquinanti sono sempre rimasti nella norma»

Il Comune dell’alta Val Polcevera era tra due fuochi, due situazioni di emergenza: da una parte l’incendio nella Relife Recicling (ex Benfante) a Manesseno, dall’altra le conseguenze del maltempo. Proprio le intense piogge, però, hanno avuto una conseguenza positiva, aiutando i Vigili del fuoco a spegnere definitivamente l’incendio. Subito dopo è cominciata la bonifica.

La sindaca Sara Dante ha tranquillizzato più volte la popolazione, che nell’immediatezza era stata pregata di rimanere in casa chiudendo le finestre per evitare, per quanto possibile, di respirare il fumo del rogo di carta e materie plastiche.

«La giornata è stata molto complessa. La macchina comunale ha dovuto fare i conti con una situazione di emergenza inedita nel nostro Comune, che si è inserita in un contesto di allerta che stava impegnando volontari, amministratori e dipendenti – spiega Dante con una nota – Nonostante la difficoltà, lo sforzo di comunicare tempestivamente l’evolversi dell’emergenza incendio a Manesseno c’è stato. Tuttavia le dinamiche attuali della comunicazione non sono a volte compatibili con i tempi di una rigorosa analisi dei dati, elemento essenziale per comunicare in maniera corretta e trasparente, soprattutto quando si tratta della salute dei cittadini. Come già ribadito più volte sui canali ufficiali dell’Ente, tutte le misurazioni dell’aria effettuate dagli enti preposti già dalle prime ore subito dopo l’incendio, e che proseguono tutt’ora, hanno rilevato infatti valori nella norma. Valori chiari e verificati che non lasciano minimo spazio a fantasticherie o dietrologie di sorta o, peggio, a strumentalizzazioni su cui il silenzio sarebbe la risposta migliore. Tuttavia dovrebbe essere chiaro e pacifico a tutti che i dati debbano essere elaborati, schematizzati, tabulati, ordinati correttamente e trasmessi dall’ente di riferimento, prima di essere resi pubblici. Questo iter necessita di tempi tecnici che chiunque, si auspica, dovrebbe comprendere, considerando, lo ribadiamo ancora, la doppia fase emergenziale che si stava attraversando nella giornata di ieri, e che non è ancora terminata. Ero già completamente a conoscenza di queste informazioni fin da subito. Questo mi ha permesso di tranquillizzare immediatamente la cittadinanza e di ricevere un parere positivo da ASL, che non ha indicato provvedimenti da attuare sul tema della sicurezza e della salute pubblica. Questo è ciò che andava fatto, ed è stato fatto». Ieri, ricevuta la comunicazione ufficiale, sono stati pubblicati i dati di Arpal e quelli commissionati da Relife Recicling.

Intanto, sul fronte dell’inchiesta, il sostituto procuratore Andrea Ranalli ha incaricato dell’indagine circa le cause dell’incendio i carabinieri del Noe, Nucleo operativo ecologico.

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